Sulla “natura sostanzialmente giurisdizionale del procedimento di parificazione del rendiconto generale”

Scritto da
Consigliere della Corte dei Conti

di Giovanni Guida

I classici sono libri che quanto più si crede di conoscerli per sentito dire, tanto più quando si leggono davvero si trovano nuovi, inaspettati, inediti – I. Calvino

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Come noto, il recente dibattito pretorio[i] e dottrinale[ii] ha riconosciuto assoluta centralità al tema della natura del giudizio di parificazione dei rendiconti, sia in sede nazionale che in sede regionale, nonché all’individuazione della relativa disciplina processuale.

Tale argomento, che aveva perso di rilievo nel confronto scientifico a cavallo del passaggio del nuovo millennio, era stato già oggetto di precipuo approfondimento da parte della più attenta dottrina tradizionale, che aveva raggiunto dei risultati interpretativi assolutamente innovativi ed attuali.

Ci si riferisce, in particolare, all’ampio lavoro monografico di Salvatore Buscema, “La giurisdizione contabile. Fondamento e tipologia della giurisdizione in materia di contabilità dello Stato, delle Regioni, degli Enti locali, degli Enti pubblici istituzionali”, edito da Giuffrè nel 1969.

Quasi coevamente, lo Jemolo, nell’iniziare nel 1962 – come ricorda un altro grande Maestro G. Pugliese[iii] – la rubrica, sulla Rivista di diritto civile, “Gli occhiali del giurista”, così ne precisò il titolo: «Paragono il giurista ad un signore che adopera molti occhiali. Alcuni sono d’ingrandimento, gli permettono di scorgere più soggetti là dove ne appare uno solo (quanti mai negozi scorge il giurista in seno a quella categoria che per l’uomo d’affari si chiama “finanziamento”!), talora gli consentono di vedere lontano (…). Qualche volta sono occhiali da presbite, che non consentono di vedere da vicino (…); ed a volte ancora sono occhiali scuri od almeno isolanti (il giurista considera e critica secondo una sua logica, senza badare che quel che a lui appare naturale, alla logica dei più sembra assurdo)».

Nel riprendere tale coinvolgente metafora, con l’auspicio di poter mettere a disposizione del dibattito in corso un altro “paio d’occhiali”, si pubblica di seguito un breve estratto del predetto lavoro monografico di Salvatore Buscema, per l’efficacia e la chiarezza con cui affronta il tema del giudizio di parificazione e come spunto per riscoprire tale opera.

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Link: Estratto da S. Buscema, La giurisdizione contabile, Milano, Giuffrè, 1969, spec. 216-219 e 336-349


[i] Cfr. da ultimo SS.RR. in sede di controllo n. 5/2022/QMIG, pubblicata in Rivista della Corte dei conti, 2, 2022, con nota di P. Santoro ; SS.RR. in speciale composizione n. 20/2021/DELC, in questa Rivista, con nota di G. Menegus.

[ii] G. RIVOSECCHI, Il giudizio di parificazione dei rendiconti e l’accesso alla giustizia costituzionale, in Federalismi, 27, 2021, 173 ss.; M. CECCHETTI, La parificazione dei rendiconti delle Regioni nel difficile equilibrio tra le garanzie costituzionali della legalità finanziaria e quelle dell’autonomia regionale, in federalismi.it, 34, 2020, 45 ss.; F. SUCAMELI, Il giudizio di parifica tra costituzionalismo antico e moderno: il modello cavouriano e il lungo percorso verso la sentenza di San Valentino, in Rivista della Corte dei conti, 1, 2019, 48 ss.; G. COLOMBINI, La progressiva giurisdizionalizzazione del controllo nel codice della giustizia contabile: limiti e prospettive, in Rivista della Corte dei conti, 1-2, 2017, 739 ss.

[iii] G. PUGLIESE, “Gli occhiali del giurista”, in G. PUGLIESE, Scritti giuridici (1985-1995), a cura di L. Vacca, Napoli, 2007, 686 ss. 

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