Progettare per poi spendere: come non ripartire da zero

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Magistrato della Corte dei conti, consigliere

Osservatorio Recovery fund n.3

Abbiamo già dedicato due commenti al Next Generation Plan per l’Italia, ricordando che nella definizione sono ricompresi sia il Recovery Fund, sia il Piano SURE sia altri fondi europei nell’ambito del prossimo periodo di programmazione (2021-2027). Gli articoli precedenti possono essere letti qui e qui

Il Parlamento italiano, il 13 ottobre 2020, ha approvato con una risoluzione la proposta del Governo concernente le linee generali del prossimo Piano Nazionale Ripresa e Resilienza (PNRR), quest’ultimo sarà il principale documento di programmazione necessario per l’ottenimento dei fondi europei del Next Generation Plan. Il passaggio parlamentare ha consentito di inviare alla Commissione un documento preliminare ed avviare l’interlocuzione con la Commissione; il definitivo e dettagliato PNRR dovrà essere presentato dal Governo italiano alla Commissione entro gennaio 2021 (in altre parole entro 10 settimane).

Nel documento approvato dal Parlamento vengono proposte 6 linee di intervento così denominate: digitalizzazione; ambiente, mobilità sostenibile, istruzione, equità e inclusione sociale, salute. Nel testo definitivo, le linee saranno specificate e dettagliate in 20 raggruppamenti di interventi più specifici; probabilmente saranno previsti, in totale, circa 80/90 progetti concreti.

Nella redazione del documento il Governo ha dovuto tenere conto delle “raccomandazioni” della Commissione per l’Italia (sia chiaro, ve ne sono per ogni paese, qui riferiamo quelli applicabili all’Italia, il documento della Commissione per esteso, può essere letto qui). Tra le raccomandazioni si trovano richieste di intervento di riforma in settori come la gestione dei rifiuti, il sostegno per i lavoratori atipici, gli apparati burocratici e il sistema giudiziario.

Nelle prossime settimane un aspetto fondamentale dell’azione del Governo riguarderà la programmazione di dettaglio, con riferimento alle risorse di Next Generation. Questa programmazione dovrà necessariamente tenere conto di quanto già in corso in termini di spesa strategica nazionale o comunitaria. In sostanza, un aspetto determinante sarà l’integrazione della nuova programmazione con i precedenti strumenti di pianificazione.

Infatti, l’amministrazione italiana produce già innumerevoli strumenti di programmazione sia annuali sia pluriennali. Senza alcuna possibilità di essere esaustivi si possono ricordare: il Piano Nazionale dei Trasporti, la Strategia Energetica Nazionale, l’Agenda 2030, il Piano per il dissesto idrogeologico (chiamato Proteggitalia) oltre a numerosi piani per le infrastrutture locali o nazionali. Inoltre, i fondi destinati all’Italia hanno in alcuni casi un orizzonte di spesa breve (2021-2023 per i fondi Recovery) in altri di medio periodo (il nuovo periodo di programmazione è 2021-2027). Non si deve poi dimenticare il precedente periodo di programmazione (2014-2020) che pur se in fase di conclusione prevede la certificazione dei pagamenti fino almeno al 2023.

Il PNRR da presentare all’inizio del 2021 dovrà quindi cercare di mettere a sistema la progettazione nazionale nei diversi campi seguendo, se ritenute ancora valide, le linee di intervento già definite in passato e magari oggi in corso di attuazione.

Indubbiamente sarà necessario un concreto sforzo di sistematizzazione nella progettazione e programmazione, anche per consentire di “spostare” nell’ambito dei fondi erogati da Next Generation Plan progetti già in fase di attuazione.

La redazione del PNRR definitivo, che dovrà essere pronto entro pochi mesi, appare una sfida molto impegnativa, soprattutto perché si deve porre in posizione dinamica rispetto al flusso di programmazione/spesa/rendicontazione già in corso.

Il successo dipende dalla preparazione precedente e senza una tale preparazione c’è sicuramente il fallimento (Confucio)

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