Il bilancio del comune di Roma: irregolarità dovute alla commistione con la gestione commissariale

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Magistrato della Corte dei conti, consigliere

Breve commento alla delibera 44/2019 sezione controllo Lazio

La sezione di controllo per il Lazio ha emanato la pronuncia sulla situazione contabile del Comune di Roma, più correttamente dell’ente Roma Capitale. La pronuncia copre il periodo dal 2008 al 2017 e si prefigge lo scopo principale di valutare l’attendibilità dei saldi contabili ufficiali. Le criticità segnalate sono molte, in particolare dovute ai rapporti con la gestione commissariale del debito del Comune che rappresenta il punto principale dell’analisi della regolarità contabile in questa occasione.

Come è noto, infatti, nel 2008 il debito del Comune di Roma è stato oggetto di un provvedimento di commissariamento. Il provvedimento aveva caratteristiche particolari essendo un unicum nel panorama italiano. In pratica, si separava una parte del bilancio del Comune, quella appunto attinente ai debiti pregressi, affidandola ad un commissario con un intento di risanamento, ma senza portare al dissesto l’intero bilancio comunale.

Tuttavia, come nota la Sezione, la specialità della procedura avrebbe richiesto un maggior dettaglio normativo circa i rapporti tra la massa separata e il bilancio comunale. Tali disposizioni non sono mai state predisposte, mentre gli interventi legislativi successivi sono stati asistematici e connotati da emergenzialità. Pertanto, la gestione ha visto una sorta di continua commistione tra la contabilità comunale e quella commissariale con la conseguenza che dopo il 2008 il bilancio ordinario del Comune non è interamente rappresentativo della situazione finanziaria e, d’altra parte, non è facilmente valutabile neppure la dimensione della gestione commissariale. Occorre tenere conto che, tra l’altro, la gestione commissariale non è obbligata a comunicare alla Corte dei Conti i dati del proprio bilancio, come invece deve fare il Comune, e ciò ha comportato una specifica istruttoria da parte della Sezione.

Nella gestione commissariale sono stati inseriti non solo debiti già scaduti, ma anche debiti di finanziamento da restituire secondo piani di ammortamento pluriannuali. La Gestione Commissariale dal lato attivo ha visto finanziamenti straordinari decisi dal legislatore, il gettito di tributi di scopo ed ha anche potuto sottoscrivere operazioni di indebitamento. Tutto ciò rappresenta una gestione molto peculiare rispetto all’ordinaria liquidazione della massa passiva e attiva di una gestione in dissesto. La Sezione la definisce una “esternalizzazione parziale e durevole della gestione caratteristica comunale”. In sostanza un Comune a parte, con regole peraltro piuttosto evanescenti che, tra l’altro, prevedono speciali forme di rendicontazione contabile. Inoltre, la Gestione Commissariale mantiene rapporti finanziari con il Comune dal quale non risulta del tutto separata come sarebbe accaduto in caso di dissesto ordinario. Ciò posto la Sezione ha ritenuto di avere piena competenza a valutare anche la regolarità contabile della Gestione Commissariale così come in ogni caso di esternalizzazione di funzioni comunali tipiche.

In sintesi, la Sezione controllo per il Lazio afferma che la contabilità del Comune di Roma è “inidonea a rappresentare in modo chiaro ed esaustivo il complesso di attività e passività ad essa effettivamente imputabili”. A tutto il 2019 sussistono partite la cui imputabilità al Comune o alla Gestione Commissariale è discussa e che rappresentano una sorta di gestione fuori bilancio sospesa tra Comune e Gestione Commissariale. Ciò comporta che vi potrebbero essere rischi di aggravamento dei conti del Comune. Diverse poi le criticità riguardanti i debiti ante 2008 conferiti alla gestione commissariale. In sostanza risulta compromessa la trasparenza delle scritture contabili. Poiché non sono previste scritture di riconciliazione tra la contabilità commissariale e quella comunale le partite debitorie trasferite sono confluite in scritture aggregate e non sono più allineabili con la contabilità comunale. Manca dunque una chiara situazione di partenza ed un monitoraggio dell’evoluzione della gestione commissariale. In un decennio di gestione Commissariale, inoltre, i “crediti da riscuotere” sono rimati sostanzialmente invariati sul punto la Sezione chiede una operazione di riaccertamento che confermi la possibilità di riscuotere tali crediti. Analogamente il riaccertamento andrebbe condotto per quanto attiene alla massa passiva. Lo stesso Commissario ha confermato che ciò potrebbe comportare una variazione dei saldi di massa attiva e passiva.

Risulta poi necessaria, per quanto difficoltosa, l’adozione di prospetti di riconciliazione tra la contabilità commissariale e quella comunale.

Tra le misure richieste anche la valutazione puntuale delle operazioni di prestito flessibile ante 2008 e la quantificazione degli oneri per espropriazioni con l’indicazione delle relative obbligazioni pecuniarie.

Alla delibera è allegata una relazione tecnica di dettaglio.

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