Bilancio Comunità Persona

REARM EU: DALL’INTEGRAZIONE ATTRAVERSO I DIRITTI ALL’INTEGRAZIONE ATTRAVERSO LE ARMI?

  Dottrina

Abstract

L’articolo analizza le più recenti iniziative dell’Unione europea in materia di difesa comune, alla luce del Piano ReArm Europe – Readiness 2030 e dei tre principali strumenti attraverso cui l’UE punta a rafforzare la propria capacità militare: il regolamento SAFE, l’allentamento del Patto di Stabilità e Crescita e la riconversione dei fondi di coesione. L’indagine si concentra sulle basi giuridiche utilizzate, sulle criticità istituzionali e sull’impatto dei nuovi interventi sugli equilibri democratici e finanziari dell’Unione.
Particolare attenzione è rivolta al regolamento SAFE, adottato ex art. 122 TFUE, senza il coinvolgimento del Parlamento europeo. Tale scelta solleva rilevanti questioni sulla natura emergenziale dello strumento, sulla corretta individuazione della base giuridica e sul rispetto dei principi di attribuzione e di equilibrio interistituzionale, oggetto del ricorso pendente davanti alla Corte di Giustizia. Le misure di bilancio connesse a SAFE, incluse l’emissione di debito comune e l’esenzione IVA sugli acquisti congiunti di armamenti, indicano un significativo spostamento delle priorità di spesa a livello europeo.
Nel complesso, la risposta europea alla “crisi difensiva” sembra segnare una discontinuità rispetto al modello di integrazione basato sui diritti e sulla solidarietà sociale, affermatosi durante le crisi pandemica e finanziaria. La mancanza di un adeguato coinvolgimento democratico, l’indebolimento della dimensione sociale e l’assenza di una politica fiscale europea coerente emergono come criticità centrali. In conclusione, l’autrice prospetta la necessità di un ripensamento del modello di finanziamento dell’UE, anche attraverso l’introduzione di nuove forme di imposizione comune – ad esempio sugli extraprofitti del settore della difesa – per evitare che la costruzione dell’integrazione europea scivoli da un paradigma fondato sui diritti a uno fondato sulle armi.

Abstract [En]

REARM EU: FROM INTEGRATION THROUGH RIGHTS TO INTEGRATION THROUGH ARMS?
The article examines the most recent initiatives of the European Union in the field of common defence, in light of the ReArm Europe – Readiness 2030 Plan and the three main instruments through which the EU aims to strengthen its military capacity: the SAFE Regulation, the loosening of the Stability and Growth Pact, and the reallocation of cohesion funds. The analysis focuses on the legal bases employed, the institutional criticalities involved, and the impact of these new measures on the Union’s democratic and financial balance.
Particular attention is devoted to the SAFE Regulation, adopted under Article 122 TFEU without the involvement of the European Parliament. This choice raises significant questions regarding the emergency nature of the instrument, the proper identification of its legal basis, and compliance with the principles of conferral and institutional balance—issues that are currently the subject of a pending case before the Court of Justice. The budgetary measures linked to SAFE, including the issuance of common debt and the VAT exemption for joint armament purchases, signal a substantial shift in European spending priorities.
Overall, the EU’s response to the “defence crisis” appears to mark a departure from the integration model based on rights and social solidarity that had taken shape during the financial and pandemic crises. The lack of adequate democratic involvement, the weakening of the social dimension, and the absence of a coherent European fiscal policy emerge as central points of concern. In conclusion, the author argues for the need to rethink the EU’s financing model—potentially through new forms of shared taxation, such as a windfall tax on the defence sector—to prevent European integration from shifting from a rights-based paradigm to one grounded in armament.

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