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La magmaticità degli “scudi” della responsabilità dei funzionari pubblici: la fragilitàdell’abuso d’ufficio e la chimera della temporaneità dello “scudo erariale”.

Emanuela Andreis Dottrina

Abstract

Il contributo esamina congiuntamente i due “scudi” della responsabilità – penale ed erariale - dei funzionari pubblici introdotti con il cd. “Decreto Semplificazioni”, approfondendo le ragioni della loro introduzione e le criticità emerse a distanza di tre anni per coglierne i punti di contatto.
Se da un lato lo scudo penale – la riforma dell’abuso d’ufficio – si proponeva, nelle intenzioni del legislatore dell’emergenza da Covid-19, quale intervento definitivo, da altro lato lo scudo erariale – la limitazione dell’elemento soggettivo al dolo, con l’esclusione della colpa grave, negli illeciti erariali commissivi – è stata introdotta come misura temporanea. Eppure, a distanza di tre anni da tali interventi, si assiste ad una inarrestabile tensione tra legislatore e giurisprudenza e a molteplici disegni di legge che propongono la riformulazione o la definitiva abrogazione dell’abuso d’ufficio. Per quanto concerne il versante amministrativo-contabile, le tre proroghe che già si sono susseguite fanno legittimamente dubitare (non senza perplessità) della temporaneità dello scudo erariale.
Il contributo evidenzia inoltre il cambio di paradigma da una de-responsabilizzazione degli amministratori alla contestuale opposta responsabilizzazione degli amministrati, prospetta eventuali antidoti alternativi al fenomeno della cd. “burocrazia difensiva” e auspica una più sinergica integrazione tra i due settori dell’ordinamento, quello amministrativo e penale, nei contesti in cui essi vengono inevitabilmente a sovrapporsi.

Abstract[En]

The magmatic nature of the "shields" of the responsibility of public officials: the fragility of the abuse of office and the chimera of the temporary nature of the "public treasury damage shield"
The contribution jointly examines the two 'shields' of liability - criminal and administrative-accounting - of public officials introduced with the so-called 'Simplification Decree', analyzing the reasons for their introduction and the criticalities that have emerged after three years to grasp their points of contact.
If, on the one hand, the criminal shield - the reform of abuse of office - was intended, in the aim of the legislator during the Covid-19 emergency, as a definitive intervention, on the other hand, the administrative-accounting shield - the limitation of the subjective element to wilful misconduct, with the exclusion of gross negligence, in the commission of administrative-accounting offences - was introduced as a temporary measure. Yet three years after these interventions, we witness an unrelenting tension between legislature and jurisprudence and multiple bills proposing the reformulation or definitive repeal of abuse of office. As regards the administrative-accounting side, the three extensions that have already followed each other make legitimately doubt (not without perplexity) the temporariness of the administrative-accounting shield.
The contribution also highlights the paradigm shift from a de-accountability of administrators to the opposite accountability of those who are administered, proposes possible alternative antidotes to the phenomenon of the so-called 'defensive bureaucracy' and advocates a more synergic integration between the two sectors of the legal system, the administrative and the criminal, in the contexts in which they inevitably overlap.

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