I diversi disavanzi dell’ente locale e le coperture

Sezione controllo Emilia Romagna n.205/2023

La delibera che si commenta fornisce un ottimo quadro del principio dell’equilibrio di bilancio nella sua complessa articolazione nell’ente locale.

Quanto agli aspetti procedurali si segnala che la Sezione ha adottato nel 2022 una delibera generale di fissazione dei criteri per selezionare i comuni da sottoporre a controllo, iniziativa che risolve il problema dell’impossibilità di controllare tutti i comuni tutti gli anni.

Inoltre, come ormai nelle migliori prassi del controllo, la delibera non ha come oggetto il questionario/linee guida di un certo anno, ma la complessiva situazione economico finanziaria di un Comune che tiene conto anche dei dati ricavabili dai bilanci non ancora oggetto della relazione dei revisori, degli interventi dei revisori in tema di equilibri di bilancio e del preventivo 2022-2024.

Infine, la Sezione adotta il modello che distingue i dati relativi al FATTO (compresa l’attività istruttoria) dalle considerazioni di DIRITTO che attengono più propriamente alla fase decisionale e sono eventualmente oggetto di impugnazione.

Nella prima parte del “diritto” si legge una dettagliata e completa ricostruzione della normativa e della giurisprudenza costituzionale che consente di delineare il quadro in cui si muove il giudice contabile per valutare il rispetto del precetto dell’equilibrio di bilancio,  cuore della valutazione di regolarità contabile affidata alla Corte dei conti dall’art. 148 bis TUEL.

La parte più interessante della delibera è quella che riguarda il disavanzo e la sua copertura ex art. 188 TUEL (punto 7 e 8 del diritto). Innanzitutto, vengono esaminate le diverse tipologie di disavanzo che, come è noto, hanno tempi di recupero diversi. In questo ambito la Sezione precisa che l’eventuale maggior recupero di un disavanzo più “recente” comporta che le risorse aggiuntive vengano indirizzate a disavanzi precedenti come quello derivante dall’applicazione dell’armonizzazione.

Quanto al tema della copertura il Comune lamenta la revoca del trasferimento di risorse regionali che erano state previste con una legge regionale delle Marche del 2021. Essendo il Comune poi transitato nella regione Emilia Romagna il finanziamento è stato revocato. Il mancato trasferimento ha quindi comportato il venire meno della prevista copertura. Per questo motivo il Comune ha “rinviato” la parte di disavanzo non più coperta dall’anno 2022 all’anno 2023.

Questo rappresenta una irregolarità contabile grave come evidenziato dalla Sezione. Non solo, infatti, viene meno il riassorbimento del disavanzo in un certo anno, ma lo stesso viene “prorogato” illegittimamente di un ulteriore anno. Il nuovo piano di rientro dovrebbe essere assistito da un contributo della Regione Emilia Romagna; ovviamente il punto (relativo al rendiconto 2023) sarà oggetto di esame della Sezione quando il rendiconto stesso sarà approvato.

Infine, la delibera esamina compiutamente il dettato dell’art. 188 TUEL ripercorrendo gli obblighi del Comune anche in caso di formazione di “nuovo disavanzo” e ribadendo l’assoluta perentorietà dei termini di recupero.

Il Comune ha quindi illegittimamente violato la legge sulla copertura del disavanzo. Inoltre, la copertura del disavanzo con risorse straordinarie non è in linea con il precetto dell’equilibrio di bilancio strutturale e disattende il l’onere gravante sull’amministrazione di tenere fede agli impegni elettorali (responsabilità di mandato)

“L’eclettismo dell’intera vicenda disattende con particolare gravità il valore del ciclo di bilancio, che assume rilievo come bene pubblico, ovvero come insieme di documenti capaci di informare con correttezza e trasparenza il cittadino sulle obbiettive possibilità di realizzazione dei programmi e sull’effettivo mantenimento degli impegni elettorali, «onere inderogabile per chi è chiamato ad amministrare una determinata collettività» (ex plurimis, sentenza Corte cost. sent. n. 184/2016).”

Infine, si segnala per l’interessante interpretazione quanto indicato al punto 12.2.2. del diritto circa la complessiva valutazione del sistema delle norme. Infatti, afferma la Sezione “La combinazione dei precetti sopra descritti trova, infatti, ad avviso della Sezione, un compendio specifico nella previsione dell’art. 193 comma 4 del TUEL, a mente del quale la mancata adozione, da parte dell’ente, dei provvedimenti di riequilibrio previsti dal presente articolo è equiparata ad ogni effetto alla mancata approvazione del bilancio di previsione di cui all’art. 141, con applicazione della procedura prevista dalla medesima disposizione (c. 2).”

L’ordinamento contabile, quindi, non può che essere analizzato nel suo complesso e in generale nella sua riconducibilità al precetto della tutela dell’equilibrio finanziario strutturale.

Per questa ragione la Sezione accerta l’inidoneità in termini di mezzi di copertura del disavanzo maturato e l’inattendibilità del complessivo risultato di amministrazione richiedendo l’adozione delle previste misure correttive entro 60 giorni.

La delibera per intero qui

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